SVINCOLO A MENDRISIO ...come e perché


È probabile che in tempi relativamente brevi Mendrisio avrà il suo nuovo svincolo autostradale. Svincolo fortemente voluto dal Municipio, unica soluzione a suo parere, per risolvere i problemi di mobilità. Al di là del fatto che sarà da dimostrare se e in che misura tali problemi saranno attenuati, quelli ambientali non lo saranno di certo. Anzi: una maggior scorrevolezza del traffico non farà che attirarne di nuovo, con le prevedibili conseguenze sull'inquinamento dell'aria e fonico; la costruzione di nuove corsie ingoierà altro territorio, il paesaggio già ampiamente compromesso subirà un ulteriore, grave attacco. E c'è da scommetterci, Foxtown reclamerà altri posteggi. A questo proposito vi proponiamo un contributo di Werner Herger il quale, per l'ATA, ha stilato delle Osservazioni all'indirizzo del Municipio di Mendrisio relative alla pubblicazione delle Varianti di piano regolatore per la zona di San Martino e dei comparti adiacenti. Varianti che erano state presentate in una serata pubblica (per altro mal frequentata perché mal pubblicizzata: non c'erano più di tre o quattro consiglieri comunali) il mese di giugno scorso. Durante quell'incontro i municipali di Mendrisio hanno più volte dichiarato che le trattative col Cantone per giungere alla versione in consultazione delle varianti è stata durissima, il che può significare solo una cosa: il Cantone voleva porre limiti a ulteriori insediamenti, limiti che il Comune non voleva accettare. Quello che ne è uscito è un compromesso che non può soddisfare chi si preoccupa, come SOS, della qualità di vita e della salute dei cittadini. SOSambiente ha criticato a più riprese l'atteggiamento del comune di Mendrisio che ha promosso lo sviluppo di una grande zona commerciale senza la benché minima pianificazione e che ora propone interventi che, per stessa ammissione dei tecnici che se ne sono occupati,  tutt'al più permetteranno di non peggiorare, dal punto di vista ambientale, la situazione attuale, non certo di migliorarla. Sul progettato svincolo, diamo la possibilità a chi l'avesse perso di leggere un articolo interessante che Tita Carloni ha pubblicato sull'edizione di Area del 5 settembre 2008.


SVINCOLI SMISURATI E POVERI LIBRI, di Tita Carloni

In una sala dell’Ufficio tecnico di Mendrisio sono esposti i disegni ed i preventivi per l’ingrandimento dello svincolo autostradale del borgo. Sembra che quest’opera sia resa indispensabile dagli ingorghi dovuti alla presenza dei centri commerciali (Fox Town ed affini), del Casinò Admiral, delle industrie e così via.

Insomma, ancora una volta, quelli incassano e l’ente pubblico sborsa senza senno.

Il preventivo indica la bellezza di 82 milioni di franchi, espropri dei terreni, ripari fonici, opere provvisorie ed onorari compresi.

Vale la pena di tentare una rapida descrizione del progetto.

La piccola rotonda esistente di Via Borromini (sic!) verrà allargata. Ne seguirà un’altra pressappoco della stessa dimensione e poi, al dilà dell’autostrada, sotto Rancate, ne verrà creata una enorme; una specie di piovra con tanti tentacoli, formati dai nuovi raccordi all’autostrada e alla superstrada per Stabio. A sud e a nord dello svincolo plurimo vi saranno per un tratto, sull’autostrada, ben quattro corsie a destra ed altrettante a sinistra. Ma la cosa non finisce qui. A sud, lungo la bretella che collega la cantonale verso Genestrerio, a Rancate, si creeranno due nuove rotonde munite di piste di raccordo fluenti in direzione dell’autostrada e della superstrada di Stabio. Una di esse scenderà verso la Tana e strozzerà, in una specie di ultimo abbraccio mortale, quanto rimane dell’antico mulino, della segheria e dei vicini prati umidi, luoghi di una finezza indescrivibile per l’ombrosità, il silenzio, l’umiltà dei viottoli, i piccoli fiori, le luci smorzate. Dimentichiamoli. Di lì passerà un cantiere micidiale e poi fiumi di veicoli senza fine.

I disegni esposti ricordano certe figure degli svincoli americani e giapponesi, inseriti in un contesto piccolo e già fortemente alterato come la Valle del Laveggio ed il piano di Mendrisio e di Rancate. Il tutto faciliterà naturalmente e solleciterà anche l’allungamento della superstrada di Stabio in direzione del Gaggiolo come previsto da tempo.

A pochi passi da quei luoghi si intende invece chiudere una biblioteca : la sede mendrisiense della biblioteca cantonale, che l’anno scorso, a detta di Alberto Nessi, ha prestato a domicilio ben 17'277 volumi. Lo Stato dice che bisogna chiudere perché costa troppo. Il paragone viene spontaneo : 82 milioni per lo svincolo autostradale del borgo (certo, pagherà la sua parte anche la Confederazione) e nel contempo chiusura per ragioni di risparmio dell’unica biblioteca pubblica di un certo riguardo che costerà in tutto nel 2008 fr. 278'850 (Preventivo del Cantone). Senza contare che la strada e gli svincoli col loro traffico impestano l’aria, assordano gli abitanti e rendono la gente nervosa ed aggressiva mentre i libri hanno un buon odore, si leggono in silenzio da fermi, calmano e rendono buoni chi li usa.

Autostrade e libri rappresentano due visioni del mondo, due politiche, due prospettive antitetiche.

Chi oggi si definisce progressista deve scegliere da che parte stare e possibilmente reagire.

I disegni esposti a Mendrisio corrispondono a una domanda di costruzione. Cittadine e cittadini di Mendrisio, di Rancate e Ligornetto possono fare opposizione, come si dice, a norma di legge, sempre che la stessa autorità che oggi attacca i poveri libri non risponda loro che non sono legittimati, come è già successo in casi simili più di una volta.
 

Tita Carloni, 29 agosto 2008

Centri commerciali e traffico motorizzato

Nei giorni scorsi è stata presentata una ricerca commissionata dall’Associazione distributori ticinesi (DISTI) all’Istituto di ricerche economiche (IRE) sul tema della mobilità dei consumatori da e per i Centri commerciali. Della ricerca è stata enfatizzato in particolare un dato “sorprendente”: i Centri commerciali sono responsabili solamente del 3,3% del traffico motorizzato annuale in Ticino! In realtà deve destare sorpresa piuttosto il fatto che l’IRE, istituto dell’Università della Svizzera italiana, contribuisca a diffondere sulla stampa dati e conclusioni non suffragati da un’adeguata spiegazione: che significato si può dare al citato “3,3% del traffico annuale”? Si riferisce ai chilometri percorsi? Ai passaggi di veicoli sulle strade? Chiunque può rendersi conto che la maggior parte dei centri commerciali ticinesi sono grandi generatori di traffico che causano enormi problemi di viabilità (v. le colonne di auto del Pian Scairolo o del Fox Town!) e che contribuiscono in misura significativa all’inquinamento atmosferico. Ci si reca a fare spesa utilizzando il proprio autoveicolo per pochi chilometri, spesso con il motore ancora freddo e a bassa velocità: tutte condizioni che aumentano le emissioni dei motori a scoppio. Cercare di minimizzare l’impatto ambientale dei Centri commerciali è un atteggiamento irresponsabile nei confronti della popolazione che respira aria altamente inquinata e che non può più usufruire di negozi di prossimità perché eliminati dalla concorrenza delle grandi superfici di vendita, per ora solo difficilmente raggiungibili con i mezzi di trasporto collettivi. 

Patrizia Bertanza e Rolando Bardelli, SOS Mendrisiotto Ambiente

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Comitato NO superstrada: opposizione riorganizzazione dello svincolo di Mendrisio