Polveri sottili e malattie: considerazioni in margine all’intervento del Dott. Gianfranco Bolognini

Non molti anni fa, grazie anche all’attivismo discreto del cartello dei produttori di tabacco, il pericolo costituito dal fumo di sigaretta veniva sottovalutato o addirittura negato anche da una parte della comunità medica; con il passare del tempo, finalmente, grazie alle sempre più importanti evidenze scientifiche di un’associazione causale tra malattie broncopolmonari, cancro del polmone, malattie cardiovascolari e tabagismo, anche il pubblico meno informato si convinse della realtà del problema. Oggi sta succedendo qualcosa di simile per quanto riguarda l’associazione tra inquinamento atmosferico e danni alla salute, ma nella nostra popolazione molti sono ancora coloro che rimangono scettici quando si parla di questo argomento. Citando alcune pubblicazioni di riviste mediche molto autorevoli quali il New England Journal of Medecine, il Dott. Bolognini, internista e pneumologo, ha spiegato come i dati scientifici a nostra disposizione stabiliscono una chiara relazione causale tra l’inquinamento atmosferico da polveri sottili ed una serie di patologie che non si limitano a rovinare il sistema respiratorio: in effetti all’asma bronchiale, alla bronchite cronica, al cancro del polmone ecc. si sommano delle malattie cardiovascolari molto frequenti quali l’infarto miocardico, le aritmie cardiache e l’ictus cerebrale. I meccanismi fisiopatologici non sono ancora elucidati fino in fondo, tuttavia si ritiene che la spiegazione stia nella capacità del particolato PM 2,5 (particelle sospese nell’aria di un diametro inferiore a 2,5 millesimi di millimetro) e ancora di più delle polveri ultrasottili o nanoparticelle (particelle con una taglia dell’ordine di grandezza del milionesimo di millimetro) di penetrare molto lontano nell’albero respiratorio, fino a passare dagli alveoli polmonari alla circolazione sanguigna; le particelle in questione vanno così a depositarsi nelle arterie del cuore e del cervello, alterandole al punto da favorire l’insorgenza di infarti ed ictus. Si può quindi capire come l’inquinamento atmosferico venga attualmente considerato un problema di salute pubblica non solo dalle autorità sanitarie cantonali e federali, ma anche dall’O.M.S. Per migliorare lo stato di salute della popolazione svizzera e in particolare di quella che risiede nel Mendrisiotto e nel Luganese non è sufficiente ricorrere alle cure mediche: si impongono delle misure più incisive e se necessario drastiche per ridurre l’inquinamento atmosferico. Le leggi e le disposizioni federali a questo proposito esistono da anni (v. Ordinanza federale sull’inquinamento atmosferico),  ma purtroppo non vengono messe in atto misure che permettano di rispettarle.