Pensieri in margine alla serata di SOS ambiente Chiasso del 1° marzo 2007 sulle polveri fini

Mario Camani

Le polveri sottili danneggiano non solo i polmoni ma anche l’apparato circolatorio e l’intero organismo. Ci sono nuove prove scientifiche. Chissà se questo darà nuovi impulsi alla protezione dell’aria?
Ma non ci si deve fare illusioni. Che le polveri danneggiano gravemente la salute si sa da molti anni e che innumerevoli persone soffrono per l’inquinamento atmosferico è pure noto da tempo. Ciononostante, finora, questo non sembra avere indotto le autorità a favorire uno sviluppo più consono con la protezione dell’ambiente.

Finalmente ci sono provvedimenti per le situazioni di smog. Ma sono lo stesso deluso.
Quello che mi aspetto da tempo sono provvedimenti duraturi per ridurre durante tutto l’anno le immissioni. L’Ordinanza contro l’inquinamento atmosferico lo esige da più di 20 anni.
In Ticino, infatti, le situazioni di smog invernale sono relativamente rare.
Le concentrazioni di polveri fini, come d’altronde quelle di diossido d’azoto, invece, sono praticamente sempre superiori al limite per la media annua. Ed è soprattutto questo inquinamento prolungato che causa disturbi e danni accertati alla salute.
E mi chiedo: i provvedimenti contro lo smog non sono solo una trovata per rimandare ancora gli interventi necessari per ristabilire in modo duraturo una qualità dell’aria come impone la legge ? Fino a quando dovremo aspettare per avere di nuovo un’aria che non causi disturbi a nessuno, nemmeno alle persone più deboli, ai bambini, alle donne incinte, agli anziani, agli asmatici? Il parlamento svizzero aveva fissato questa condizione già nel lontanissimo 1983.

In caso di allarme smog si potrà ordinare la chiusura di camini e impianti che palesemente inquinano. Un solo impianto a legna mal gestito può inquinare l’aria su una superficie di 1.5 chilometri quadrati e azzerare, da solo, l’effetto positivo ottenuto con più di un centinaio (forse addirittura un migliaio) di impianti risanati.
Ma perchè rimandare questi interventi alle situazioni improbabili di allarme smog? Perchè non agire subito per ridurre l’inquinamento quotidiano di questi impianti? Si tratta di interventi facili a favore della qualità dell’aria e della salute di cittadine e cittadini e si tratta di un’esigenza minima per garantire l’equità di trattamento con tutti coloro, e sono la maggioranza delle persone e delle ditte, che hanno risanato o sostituito il proprio impianto.
E perché ridurre i limiti di velocità (poco per volta si accetta che sia un provvedimento valido) solo in casi smog e solo a sud del ponte diga di Melide? Le polveri sottili (e il diossido d’azoto) non sono una piaga presente in tutti gli agglomerati del Cantone e durante tutto l’anno?

La promozione dei trasporti pubblici continua, anche con interventi notevoli, ma rimane un fatto increscioso: nei piani delle autorità, l’auto resta comunque il mezzo privilegiato per gli spostamenti. Infatti perché si vogliono costruire nuove strade? Certamente non per invogliare le persone a spostarsi con i mezzi pubblici. Perché si permette ancora la costruzione di grandi centri commerciali in ogni angolo del Cantone? La gente non ci va certo né in treno né in bus.
E fintanto che il traffico individuale continuerà a espandersi a questi ritmi con il beneplacito dei politici è illusorio pensare di migliorare la qualità dell’aria. Assieme all’inquinamento dell’aria aumenteranno anche il rumore, l’effetto serra, il consumo di territorio per costruire strade e posteggi. Uno sviluppo certo non sostenibile.

Secondo una nuova indagine dell’Università di Karlsruhe sui i dati giornalieri degli ultimi 15 anni, le ore di sole giornaliere diminuiscono sistematicamente dal lunedì al sabato. Per i ricercatori l’unica spiegazione plausibile è che ciò sia dovuto all’inquinamento (in particolare polveri e fuliggine) che si accumula durante la settimana lavorativa e che diminuisce leggermente la domenica, dando al sole una possibilità di mostrarsi. Lo stesso fenomeno, ma inverso, si verifica per la pioggia. Alla fine della settimana, in media, piove leggermente di più che il lunedì.
Io ho fatto esattamente la stessa osservazione misurando per otto anni la produzione del mio impianto fotovoltaico: alla fine della settimana la produzione è leggermente inferiore rispetto agli altri giorni.
Chi inquina paga! Chi paga a me e agli altri produttori di energia solare la perdita di produzione di dovuta all’inquinamento? E soprattutto, chi compensa a tutti noi la perdita della gioia di vedere una qualche volta di più il sole invece di un’aria torbida e puzzolente?